Nicholas Reed

None (2019)

EN: Through this project, I tried to give an image to the absence of people, through my accurate vision of offices and inhabited houses where the human figure is not explicitly present but is recalled by the presence of hanging or barely visible garments and through empty spaces whose light on recalls an almost cinematic dimension of a space in which there is probably someone, although the subject is not visible.
Where people appear in photographs, the image wants to be elusive, almost like a shot stolen from a ghost, whose name and identity is never revealed to the viewer and who passes through a journey very hastily during the hours of evevning, directed for an unknown destination or which in some cases is represented in a contemplative phase of something that is not accessible to those who enjoy the image.
The images, where they are, are deliberately dark, bordering on perceptible, to increase the time of attention and contemplation, in search of the essence.
Absence, from my point of view, wants to be a break from non-presence itself and to understand its concept, it is inevitable that there is a need for presence, at least, a detail that recalls it to those who know how to grasp its meaning, observing , exactly as a photographer does during his contemplative drift of reality.

IT: Attraverso questo progetto, ho provato a dare un’immagine all’assenza delle persone, attraverso una mia visione accurata di uffici e case abitate in cui la figura umana non è esplicitamente presente ma che viene richiamata dalla presenza di indumenti appesi o appena intravedibili e attraverso spazi vuoti la cui luce accesa richiama una dimensione quasi cinematografica di uno spazio in cui probabilmente ci sia qualcuno, sebbene il soggetto non sia visibile.
Dove le persone appaiono nelle fotografie, l’immagine vuole essere sfuggente, quasi come uno scatto rubato a un fantasma, il cui nome e la cui identità, non viene mai svelata a chi guarda e che passa per un tragitto molto frettolosamente durante le ore della sera, diretti per una meta sconosciuta o che in alcuni casi, è rappresentato in una fase contemplativa di un qualcosa che non è accessibile a chi fruisce dell’immagine.
Le immagini, dove lo sono, sono volutamente scure, al limite del percepibile, per aumentare il tempo di attenzione e contemplazione, alla ricerca dell’essenza.
L’assenza, dal mio punto di vista, vuole essere una rottura dalla non presenza stessa e per comprenderne il concetto, è inevitabile che ci sia bisogno di presenza, quanto meno, un dettaglio che lo richiami a chi ne sa cogliere il significato, osservando, esattamente come fa un fotografo durante la sua deriva contemplativa della realtà.

Selected Pictures
None (2019)
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https://www.nicholasreed.it/none_2019-p23901

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